
Sardegna e Siberia centro-meridionale, il legame degli antichi.
Argomenti trattati in questo articolo = Legami antichi _ Suoni e Vibrazioni_ Maschile e Femminile.
- Ci sono conoscenze, simboli e richiami che non nascono soltanto da una curiosità intellettuale, ma da un sentire profondo, da ciò che ci viene tramandato, da ciò che attraversa il tempo e continua a parlarci nel presente.
Myriam Pala settore Culturale, Spirituale Sonoro S’Anima
Condivido queste conoscenze e riflessione che per me non riguarda solo la storia o l’antropologia, ma anche la memoria spirituale dei popoli, il linguaggio del suono e le radici invisibili che uniscono culture apparentemente “lontane”.
Nel mio ruolo Tradizionale (della tradizione), mi sono state tramandate alcune conoscenze e visioni legate ai collegamenti antichi tra la Sardegna arcaica e certe aree del Centro Asia e della Siberia mongolica.
Questi contenuti, però, non li ho accolti in modo passivo: li ho anche indagati, osservati e studiati, secondo il mio sentire, la mia esperienza e il mio percorso spirituale e culturale. E più sono entrata in ascolto e osservazione negli anni di questi richiami, più ho percepito che tra queste terre esiste una linea sottile, ancestrale, che merita attenzione.
Una delle prime affinità che colpiscono profondamente il mio sentire è quella del Suono e Vibrazioni che fin da piccola mi accompagna.
In Sardegna, il canto a tenore, soprattutto nelle voci del bassu e della contra, richiama in modo sorprendente alcune tecniche del canto armonico difonico tuvano, come il Kargyraa e il Borbangnadyr. Per me questo non è un semplice confronto musicale o folklorico.
È il segno che, in culture antiche e lontane, il suono era riconosciuto come una forza sacra, una via di contatto tra l’essere umano, la natura e il mondo spirituale.
Anche nelle tradizioni tuvane, infatti, il canto difonico non era solo espressione artistica, ma un mezzo per accordarsi alle forze della natura, entrare in relazione con le entità spirituali e ricevere, attraverso il suono, forza, orientamento e presenza. Questa visione risuona profondamente anche nel mio cammino.

Nel mio lavoro con S’Anima Myriam, come Sanadora della Tradizione e Operatrice Olistica e dei Suoni_ ruolo da Custode di antiche tradizioni olistiche, ho sempre sentito che il suono non è mai soltanto suono. Il suono è vibrazione cosciente, memoria, soglia, richiamo, possibilità di riconnessione. È uno strumento che può toccare l’anima, accompagnare l’essere verso il proprio centro e aprire spazi interiori che la sola parola, spesso, non riesce a raggiungere.
Un altro elemento che mi ha profondamente colpita, e che ho voluto osservare con attenzione, è il richiamo tra il Babai siberiano e il nostro Babbai sardo.
Mi è stato riferito che in alcune tradizioni della Siberia, in particolare nell’area buryata, Babai è una figura mitica e sapienziale, un essere ancestrale legato alla protezione, alla lotta contro il male e alla presenza spirituale. Questo richiamo non è passato inosservato nel mio sentire, soprattutto pensando al nome Babbai presente anche nella nostra terra sarda, collegato a un’antichissima dimensione religiosa e simbolica.
Anche qui, al di là delle certezze assolute che spesso la storia non può restituirci in modo pieno, ciò che emerge è un terreno di riflessione molto affascinante: i nomi, i miti, i simboli, i suoni e le immagini sacre sembrano talvolta attraversare popoli diversi, lasciando tracce che meritano di essere meditate con rispetto.
Secondo alcune interpretazioni, queste figure e questi nomi potrebbero affondare le radici in un passato remotissimo, in cui il principio divino era vissuto anche attraverso forme legate alla Grande Madre, alla fertilità cosmica, alla terra, alla sacralità della vita.
In seguito, con i mutamenti sociali, culturali e religiosi, molte di queste figure avrebbero subito trasformazioni, sovrapposizioni e reinterpretazioni, fino a giungere a noi in forme frammentarie, talvolta maschili, talvolta velate, talvolta quasi dimenticate.
Ed è proprio questo che sento importante: non fermarsi alla superficie, ma comprendere che dietro certi richiami può esserci una memoria più antica, una sapienza che non si è del tutto spenta e che ancora cerca ascolto e che sia importante Conoscere e Sapere.

Dal mio percorso spirituale, musicale e culturale…
Nel mio piccolo avverto da ragazzina che questi parallelismi non vadano letti soltanto come coincidenze curiose. Li percepisco come tracce di una coscienza antica, di popoli che vivevano il rapporto con il sacro in modo diretto, naturale, rituale, sonoro, Popoli profondamente spirituali, il respiro, vibrazione, e che ancora oggi in chi come me ricopre un certo ruolo come Sanadora,Guardiana e Custode, sente sempre il contatto con tutto questo nella vita di ogni giorno, il mito e la natura non erano separati.
E importante conoscere le Radici di ogni cosa per capirlo su questo Momento attuale e capire così meglio anche il momento attuale, questo ho imparato. Questo tocca molto profondamente anche il cuore del mio lavoro, sforzandomi sempre ogni giorno di Vivere ogni giorno sul momento ciò che devo vivere, nonostante la Tradizione e cercando di sforzarmi di Adeguarmi al Nuovo.
Per me è un Lavoro di Vita attuale molto difficile e impegnativo ma che sento fortemente da tempo che devo fare.
Nel percorso La Coscienza nel Suono, così come in tutto ciò che porto con S’Anima, il suono è una via di consapevolezza. È uno spazio in cui l’anima può ricordare. È un linguaggio che appartiene all’invisibile quanto al visibile. È una possibilità di armonizzazione spirituale, energetica ed interiore.
Per questo, quando osservo le risonanze tra Sardegna, Centro Asia e Siberia, non vedo soltanto una apparente distanza geografica fisica. Vedo un possibile filo antico che unisce il suono, la presenza spirituale, il contatto con la natura, il mondo degli antenati e la ricerca di una relazione più autentica con il Mistero.
Queste sono riflessioni che mi sono state anche tramandate, riflessioni personali e ricevute anche per Chiamata Spirituale dalla stessa antica terra Madre Russa _Siberia in russo Сиби́рь_ che poi nel tempo ho scelto di non lasciare ferme: le ho ascoltate, approfondite, meditate e studiate nel tempo, e ancora oggi; così lasciando che dialogassero con il mio cammino, con la mia sensibilità e con il mio lavoro nel campo spirituale, sonoro e culturale.
E forse il punto più importante è proprio questo:
- ricordare che il passato non è morto, e che vanno conosciute almeno le origini per essere più consapevoli noi
- che il suono può ancora essere una via sacra,e lo è, suono e vibrazioni
- che le antiche tradizioni custodiscono chiavi profonde da conoscere come base della vita
- e che l’anima dei popoli continua a parlarci, se impariamo davvero ad ascoltare.
Per fortuna questo tema viene frequentemente richiamato anche in chiave storico-culturale, sia nella lettura della storia antica della Sardegna sia nelle riflessioni condivise dagli studiosi di Nurnet – La Rete dei Nuraghi.

Le energie del Maschile e del Femminile
Nel mio sentire spirituale e culturale, quando parlo di energia maschile e energia femminile, non mi riferisco semplicemente all’uomo e alla donna nel senso umano e biologico, ma a due forze archetipiche universali che attraversano la natura, i popoli, le terre, la storia e la coscienza.
L’energia del Maschile è collegata, in linea generale, alla direzione, alla struttura, alla protezione, alla volontà, alla forza che delimita, sostiene e orienta. È il principio che spinge, che custodisce, che dà forma, che regge e che afferma.
L’energia del Femminile, invece, è legata all’accoglienza, all’intuizione, alla profondità, alla gestazione, alla sensibilità, al mistero e alla capacità di contenere e trasformare. È il principio che riceve, che nutre, che ascolta, che avvolge e che mette in connessione con i mondi più sottili.
Entrambe queste energie sono sacre e necessarie. Non sono in opposizione, ma in complementarità. Quando sono armoniche, generano equilibrio; quando invece una prevale in modo distorto o l’altra viene dimenticata, si crea disarmonia sia nell’essere umano sia nei luoghi e nei popoli.
Sardegna/Italia e Russia: il richiamo delle energie delle terre
Un punto che sento importante aggiungere a questa riflessione riguarda proprio l’energia e lo spirito delle terre.
Secondo conoscenze che mi sono state rivelate attraverso delle detterminate “chiamate spirituali o chiamata sciamanica” nel mio cammino, mi è stato rivelato e ho compreso che la Sardegna, e più in generale l’Italia, portano una vibrazione prevalentemente Maschile, mentre la Russia si presenta, sul piano sottile, con una qualità energetica più Femminile (così lei a me si è presentata più volte).
Quando parlo di questo, non lo faccio come una definizione rigida o puramente geografica, ma come una lettura spirituale ed energetica dei territori, del loro campo, della loro memoria e del loro modo di esprimere determinate forze archetipiche.
L’Italia in sè, custodisce una forza maschile antica: una forza di radicamento, di verticalità, di custodia, di struttura, di presenza solida. È una terra che, anche nelle sue antiche civiltà, nei suoi simboli, nelle sue pietre, nei suoi nuraghi e nelle sue memorie ancestrali, esprime qualcosa che sostiene, che protegge, che afferma, che sorregge.
La Russia, invece, nel suo vasto campo energetico, mi è stata rivelata come portatrice di una qualità più Femminile: profonda, avvolgente, misteriosa, intuitiva, interiore. Un’energia che richiama l’ampiezza del contenere, la memoria dell’anima, la dimensione del grembo, la sensibilità dei mondi invisibili e la capacità di custodire nei propri spazi interiori aspetti sottili e antichi.
I primi contatti spirituali al riguardo sono nati da ragazza a 20 anni, e queste percezioni non sono per me semplici idee, ma fanno parte di una comprensione più ampia del rapporto tra i popoli, lo spirito, le terre e le loro emanazioni energetiche e i loro spiriti.
Ripeto, alcune cose mi sono state trasmesse e rivelate interiormente; altre, nel tempo, le ho osservate, meditate e collegate anche al mio lavoro sul suono, sulla coscienza, sulla memoria dei luoghi e sulla lettura spirituale delle tradizioni.
Per questo sento che anche il legame tra Sardegna e Russia, in certe chiavi culturali e spirituali, possa essere letto non solo come un possibile richiamo storico o simbolico, ma anche come un incontro tra due polarità archetipiche: una forza Maschile e una forza Femminile, differenti ma complementari, che nel loro dialogo possono rivelare una sapienza più antica e più profonda.
DAL VECCHIO AL NUOVO.
Non spiego ulteriormente in quanto ho già approfondito questo tema su altri due articoli che trovate nel sito web e blog. Per non crearvi confusione e fare chiarezza sulle Differenze tra il mondo Energetico e quello Sciamanico vi lascio qua un’altro mio Articolo – Chiarimenti sul Mondo Energetico e quello Sciamanico – dal titolo dove spiego tutto questo in modo approfondito.

Conclusione e specificazione
Tengo a precisare che tutto ciò che condivido viene espresso da me in qualità di Divulgatrice Ricercatrice Spirituale, Custode e Sanadora, poiché fin da piccola mi è stato chiesto.
Le mie riflessioni nascono quindi in ambito spirituale, culturale, simbolico ed energetico, sulla base di conoscenze tramandate, rivelazioni interiori e approfondimenti personali e contatti Spirituali Diretti.
Questo non ha nulla a che vedere con convinzioni o questioni politiche, né con prese di posizione ideologiche di alcun tipo o culturale.
Il mio intento è unicamente quello di divulgare e custodire una visione legata all’anima, alla coscienza, alle tradizioni e alle energie profonde che attraversano i popoli e le terre.
Myriam Pala S’Anima
Formatrice Olistica e Spirituale
Divulgatrice e Artista Culturale
Sanadora, Custode di Antiche Tradizioni Olistiche, Spirituali e Sonore
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