Le Eclissi dal punto di vista Spirituale ed Energetico

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Le Eclissi dal punto di vista Spirituale ed Energetico

Cosa fare/non fare, durante un’Eclissi: indicazioni e pratiche importanti

INTRODUZIONE

Quando parliamo di un’eclissi possiamo osservarla da prospettive differenti.

Dal punto di vista astronomico è un fenomeno naturale determinato dall’allineamento tra Sole, Terra e Luna. Ma all’interno di numerose tradizioni spirituali, iniziatiche e sciamaniche, il Sole e la Luna non sono considerati soltanto corpi celesti: sono anche principi simbolici e spirituali, intimamente connessi ai cicli della Natura, della Vita e dell’essere umano.

Grandi Spiriti viventi del Divino Cosmo.

Ed è da questa seconda prospettiva che desidero parlarvene.

Per molti ciò che sto per raccontare potrà sembrare una sciocchezza o qualcosa di difficile da accettare. Eppure, nei miei 25 anni di esperienza ho continuato ad approfondire questi temi e a confrontarmi anche con persone inizialmente scettiche o con un approccio fortemente scientifico.

Ciò che tramando appartiene a una dimensione spirituale ed energetica, condivisa anche da persone che percorrono differenti Vie spirituali e praticano un Lavoro personale rivolto alla Coscienza, alla conoscenza di sé e all’aiuto del prossimo.

Secondo questa prospettiva, alcuni fenomeni e soprattutto il modo in cui scegliamo di rapportarci ad essi possono avere una loro influenza sul piano spirituale ed energetico.

Uno degli esempi di cui desidero parlarvi riguarda proprio l’atto di guardare intenzionalmente un’eclissi.

Ora cercherò di spiegarvi perché.

Quando utilizziamo parole come energia, vibrazione, oscuramento, trasformazione o passaggio, entriamo in un linguaggio appartenente alla spiritualità e alle diverse cosmologie tradizionali. Non stiamo descrivendo un effetto fisico riconosciuto dall’astronomia, ma un modo differente e molto antico di leggere il rapporto tra l’essere umano e il Cosmo.

L’essere umano è parte della Natura e la Natura è parte di un ordine più grande

Il movimento del Sole e della Luna, l’alternarsi del giorno e della notte, le stagioni, i solstizi e gli equinozi accompagnano l’essere umano fin dalle sue origini e sono entrati nei calendari, nei miti, nelle pratiche e nelle cerimonie di moltissimi popoli.

L’eclissi introduce qualcosa di particolare in questo ordine: per un breve periodo la relazione abituale tra Luce e oscurità viene modificata.

Nell’eclissi solare la luce del Sole viene parzialmente o totalmente oscurata dalla Luna; nell’eclissi lunare è invece la Luna a entrare nell’ombra della Terra.

Questo temporaneo oscuramento dei due grandi luminari ha assunto, nelle differenti tradizioni, significati profondi: passaggio, trasformazione, morte e rinascita, chiusura e apertura di un ciclo.

Ma c’è un aspetto importante che approfondiremo nelle prossime parti: non tutte le tradizioni considerano l’eclissi un momento nel quale esporsi, celebrarla o cercare intenzionalmente di assorbirne l’energia.

In alcune concezioni accade esattamente il contrario.

Ed è anche per questo che, nella tradizione spirituale che mi è stata tramandata, l’eclissi non viene vissuta come uno spettacolo da ricercare, ma come un particolare momento di passaggio da attraversare con consapevolezza, raccoglimento e rispetto.

Per comprenderlo meglio, dobbiamo prima distinguere i due fenomeni: l’Eclissi Solare e l’Eclissi Lunare.

Eclissi Solare ed Eclissi Lunare

☀️ L’Eclissi Solare

L’Eclissi Solare avviene quando la Luna si trova tra la Terra e il Sole e ne oscura, dal nostro punto di osservazione, una parte o la totalità. Può essere parziale, totale o anulare.

Durante un’eclissi totale il disco del Sole viene completamente coperto dalla Luna per alcuni minuti; durante quella parziale, invece, soltanto una parte del Sole viene oscurata.

Se lasciamo per un momento la spiegazione astronomica ed entriamo nella lettura spirituale, il fenomeno assume un altro significato.

Il Sole, in moltissime cosmologie e tradizioni spirituali, è stato associato alla Luce, alla Vita, al principio vitale, alla Coscienza, alla forza creatrice e, secondo differenti culture, anche al Divino.

Durante l’eclissi questa Luce viene temporaneamente oscurata. Il Sole naturalmente continua ad esistere e a emanare la propria luce: è la nostra relazione visibile con essa che, per un breve periodo, cambia.

Da qui nasce uno dei grandi simbolismi dell’eclissi solare:

Luce – Oscuramento – Ritorno alla Luce.

Un passaggio che, nelle diverse tradizioni, ha assunto significati spirituali differenti.

🌙 L’Eclissi Lunare

L’Eclissi Lunare avviene invece quando la Terra si trova tra il Sole e la Luna e la Luna entra nell’ombra proiettata dalla Terra.

Durante un’eclissi totale la Luna può assumere una particolare colorazione rossastra, dovuta alla luce solare che attraversa l’atmosfera terrestre prima di raggiungerla.

Sul piano simbolico e spirituale, la Luna è stata associata da numerose culture ai cicli, alle acque, alla notte, all’interiorità, all’intuizione, al principio femminile e ai ritmi della Natura.

Durante l’eclissi lunare accade qualcosa di simbolicamente molto interessante:

è l’ombra della Terra a raggiungere la Luna.

In una lettura spirituale questo può diventare immagine dell’incontro con l’ombra, con ciò che rimane nascosto e con quei passaggi interiori nei quali qualcosa può essere osservato, attraversato e trasformato.

Naturalmente, questa è una lettura simbolica e spirituale, distinta dalla spiegazione astronomica del fenomeno.

Due oscuramenti, due differenti passaggi

Abbiamo quindi due fenomeni differenti.

Nell’Eclissi Solare la Luna si interpone tra noi e la luce del Sole.

Nell’Eclissi Lunare è la Terra a proiettare la propria ombra sulla Luna.

Sul piano spirituale e simbolico sono quindi due oscuramenti differenti, che non necessariamente devono essere interpretati nello stesso modo.

Entrambi, però, modificano temporaneamente la relazione abituale con la Luce.

Ed è proprio davanti a questi momenti che incontriamo qualcosa di molto interessante nelle antiche tradizioni: non sempre l’essere umano viene invitato ad esporsi maggiormente al fenomeno.

In alcune culture troviamo invece raccoglimento, silenzio, rispetto, preghiera e protezione.

Ciò che oggi viene spesso presentato come un momento nel quale “assorbire l’energia dell’eclissi”, manifestare intenzioni o ricercare deliberatamente il contatto con il fenomeno non coincide necessariamente con ciò che troviamo nelle tradizioni antiche.

Ed è da qui che possiamo entrare nella loro Cosmologia.

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Le Eclissi nelle antiche tradizioni Sciamaniche e Indigene

Cosmologia e tradizioni Sciamaniche e Spirituali

Per comprendere il significato che le eclissi hanno assunto nel tempo dobbiamo entrare, almeno per un momento, nella Cosmologia delle antiche culture e dei popoli indigeni.

Per molte di queste tradizioni, Sole, Luna, Terra, stelle, esseri umani, animali e forze della Natura non appartengono a mondi completamente separati: tutto partecipa a un ordine vivente.

Il cielo veniva osservato, conosciuto e interpretato; i suoi movimenti scandivano il tempo, accompagnavano cerimonie e facevano parte della vita spirituale delle comunità.

È importante però precisare che non esiste un’unica interpretazione sciamanica dell’eclissi.

Popoli differenti possiedono cosmologie, miti e rituali differenti.

Possiamo però incontrare alcuni elementi ricorrenti: l’eclissi come momento eccezionale, come passaggio o trasformazione e, in alcune tradizioni, come tempo di raccoglimento e protezione.

Quando l’Eclissi non viene osservata

Tra i Diné (Navajo) sono documentati insegnamenti tradizionali secondo i quali durante un’eclissi solare si mantiene un atteggiamento di rispetto e raccoglimento e non si guarda direttamente il fenomeno.

Alcune persone rimangono all’interno delle proprie abitazioni, sospendono determinate attività e dedicano quel tempo alla preghiera e alla riflessione.

Questo ci mostra una concezione molto differente dalla nostra: non tutto ciò che avviene nel cielo deve necessariamente essere guardato.

In determinate culture il rapporto con ciò che viene considerato sacro può passare anche attraverso il silenzio, il raccoglimento e il non-intervento.

Protezione e ruolo dei custodi spirituali

Anche tra diverse popolazioni aborigene australiane troviamo racconti e comportamenti rituali collegati alle eclissi solari e lunari.

In alcune testimonianze compare la figura dell’uomo di medicina o del custode rituale, al quale viene attribuita una funzione di protezione della comunità.

Qui incontriamo un elemento importante di molte culture sciamaniche: lo Sciamano, l’uomo o la donna di medicina e il custode spirituale possono assumere una funzione di mediazione tra la comunità, la Natura, gli antenati, gli Spiriti e l’ordine cosmologico della propria tradizione.

L’Eclissi Lunare e i Kuikuro

Un’altra testimonianza interessante riguarda i Kuikuro dell’Alto Xingu, nell’Amazzonia brasiliana.

Nel 2003 l’antropologo Carlos Fausto documentò un’eclissi parziale di Luna presso il villaggio Kuikuro di Ipatse e le azioni rituali che accompagnarono il fenomeno.

Il suo lavoro mette in relazione l’eclissi lunare con la cosmologia Kuikuro, il mondo spirituale e la dimensione rituale.

Ancora una volta l’eclissi non viene semplicemente osservata: viene vissuta all’interno di una Cosmologia.

Conoscere il Cielo e considerarlo Sacro

Attribuire un significato spirituale ai fenomeni celesti non significa necessariamente ignorarne gli aspetti astronomici.

I Maya, per esempio, svilupparono conoscenze astronomiche e calendari molto elaborati, attraverso i quali potevano individuare anche periodi nei quali potevano verificarsi eclissi. Allo stesso tempo, Sole, Luna e cicli celesti appartenevano profondamente alla loro Cosmologia.

Le due dimensioni potevano quindi convivere: conoscere il fenomeno naturale e riconoscergli contemporaneamente un significato spirituale.

La scienza ci permette di comprendere come avviene un’eclissi; l’antropologia e lo studio delle culture tradizionali ci mostrano invece come differenti popoli l’abbiano interpretata e vissuta.

La tradizione spirituale entra ancora in un altro piano: quello della relazione tra essere umano, Natura e Cosmo.

Non tutto ciò che è potente deve essere assorbito

Arriviamo così a un punto centrale.

Oggi sentiamo spesso parlare delle eclissi come di momenti nei quali “caricarsi”, manifestare intenzioni, esporre cristalli o cercare deliberatamente di assorbirne l’energia.

Ma le tradizioni appena incontrate ci mostrano che non è sempre stato così.

Siamo sicuri che davanti a ogni fenomeno considerato energeticamente potente la cosa giusta da fare sia aprirci e assorbire?

Secondo la tradizione spirituale che mi è stata tramandata, la risposta è no.

Esistono momenti di apertura e momenti di raccoglimento; momenti nei quali entrare in relazione e altri nei quali è preferibile custodire la propria energia, non esporsi intenzionalmente e lasciare che il processo compia il proprio corso.

Ed è proprio da qui che nasce la domanda centrale:

Perché non guardare un’Eclissi?

Arriviamo quindi al punto centrale: perché, secondo determinate tradizioni spirituali e secondo ciò che mi è stato tramandato, è preferibile non osservare intenzionalmente un’eclissi?

Non mi riferisco al rischio fisico per gli occhi durante un’eclissi solare, per il quale esistono specifiche indicazioni scientifiche, ma al piano spirituale ed energetico.

Secondo questa prospettiva, l’eclissi rappresenta un particolare momento di oscuramento e passaggio. Non significa che sia qualcosa di negativo o da temere, ma nemmeno che ogni fenomeno considerato energeticamente intenso debba necessariamente essere osservato, ricercato o assorbito.

Guardare intenzionalmente significa anche dirigere la propria attenzione. E nel Lavoro spirituale l’attenzione è fondamentale: dove la dirigiamo, entriamo anche in relazione.

Per questo ciò che mi è stato tramandato invita a non rivolgere intenzionalmente lo sguardo verso l’eclissi, ma a rimanere raccolti e centrati.

Anche Rudolf Steiner, all’interno della propria concezione antroposofica, attribuiva alle eclissi un particolare significato spirituale. Si tratta naturalmente di una lettura spirituale e non di una spiegazione scientifica, ma è interessante ritrovare anche nell’esoterismo occidentale una concezione dell’eclissi che va oltre il semplice fenomeno astronomico.

Questo non significa avere paura.

Proteggersi non significa temere.
Raccogliersi non significa fuggire.

Significa riconoscere che esistono momenti nei quali aprirsi e altri nei quali è preferibile restare nel proprio Centro.

Cosa fare allora?

Portare attenzione a ciò che stiamo facendo. Fare cose semplici in presenza in ascolto.

Ricordiamoci di noi e di ogni gesto sacro che facciamo.

L’Eclissi come occasione di Lavoro su di Sé

Approfittiamo di questo momento per fare ciò che un Lavoro personale e spirituale dovrebbe insegnarci a praticare ogni giorno: vivere il più possibile in uno Stato di Presenza, nel Qui e Ora.

Non dobbiamo necessariamente “subire” ciò che accade né cercare di assorbirne o amplificarne l’energia. Possiamo invece vivere questo momento attivamente attraverso la Presenza.

Possiamo semplicemente domandarci:

Sono presente?
Sono centrato?
Dove si trova la mia attenzione?
Sto reagendo automaticamente oppure sto osservando?

In questo modo anche un’eclissi può diventare un’occasione di Lavoro su di Sé.

In breve: cosa consiglio durante l’Eclissi

Non ricercare intenzionalmente l’osservazione del fenomeno.

Rimani raccolto e centrato, senza paura.

Puoi dedicarti alla preghiera, al silenzio, alla meditazione, all’ascolto interiore o semplicemente alle tue normali attività, cercando di mantenere maggiormente la Presenza.

Evita di ricercare intenzionalmente l’energia dell’eclissi con l’idea di doverla necessariamente assorbire, amplificare o utilizzare.

E soprattutto:

Presenza.
Centratura.
Osservazione.
Ricordo di Sé.

Meteo Web _ immagine aggiornata nel 2019

Conclusione

L’eclissi non deve diventare motivo di paura.

Possiamo rispettare questo particolare momento lasciando che compia il proprio corso, senza necessariamente rivolgergli tutta la nostra attenzione.

E proprio mentre fuori avviene un temporaneo oscuramento, possiamo scegliere di compiere il movimento opposto dentro di noi:

essere più presenti, più consapevoli e più centrati.

Non dobbiamo necessariamente rivolgere lo sguardo verso il cielo.

Possiamo, per una volta, rivolgerlo dentro di noi.

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Articolo del 2015_ aggiornato.

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